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  • Categoria: Interviste
  • Scritto da Matteo Da Fermo

Una chiacchierata con Gemello

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Gemello, al secolo Andrea Ambrogio, è sicuramente uno dei pochi artisti con la A maiuscola nella nostra scena rap. I suoi quadri sono richiestissimi e apprezzati da chiunque e la sua musica - prima con il Truceklan e da un po' di tempo da solista - ha avuto il potere di far avvicinare moltissime persone a questo genere. Complice è il suo stile unico, travolgente, capace di catapultare l'ascoltatore in un vortice incredibile di immagini ed emozioni.

Il 26 maggio è uscito il nuovo EP di Gemello, "Indiana", noi abbiamo contattato telefonicamente Andrea per capire qualcosa in più di questo progetto e non solo:


1. Come mai hai deciso di dare il nome “Indiana” a questo EP?

Considerato che è il continuo di Niagara, mi piaceva l'idea di un nome sempre così “secco”, e che fosse anche un riferimento sia all’immaginario semantico americano che a quello italiano. Ne avevo anche scelti altri, uno era “Cape Canaveral” che però è stato bocciato perché sembrava un po’ troppo mitomane (ride, ndr). Inoltre da piccolo stavo in fissa per la squadra NBA “Indiana Pacers” e quindi mi è sembrato un titolo adatto.

2. Lo consideri più un continuo di “Niagara” o un qualcosa a parte?

Li considero due gemelli, due gemelli con un carattere diverso.

3. La tua assenza dalla scena rap in questi anni è stata una scelta per dare vita a questo disco con più attenzione o semplicemente hai avuto poco tempo libero?

Diciamo che da un lato sono stato molto occupato con i quadri, dall'altro non mi rispecchiavo troppo nella scena italiana di oggi. Poi appena mi sono stufato di fare i quadri ho beccato Sine e abbiamo fatto qualche canzone nuova, e non ci abbiamo messo molto.

Poi c'è da dire che il mio approccio alla pittura è praticamente lo stesso del rap: un insieme di roba che sembra un casino ma poi alla fine quando la guardi da lontano riesci a scovarne l’ordine. Mille parole, mille pensieri ma con un senso.


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4. Ti hanno mai chiamato in Major?

No, ora sono sotto contatto con una piccola etichetta ma mi ritengo molto soddisfatto.

5. Film e libro preferiti?

Il mio film preferito è "Dead Man" di Jim Jarmusch, che ha anche una colonna sonora assurda di Neil Young; per quanto riguarda i libri, ne avrei davvero molti da dire ma uno dei miei preferiti è sicuramente “Trilobiti” di Breece D’J Pancake, sono dei racconti scritti da un ragazzo che si è suicidato poco dopo averli scritti, hanno uno stile essenziale, richiamano l'immaginario americano ma sono davvero belli. 

6. Come è nato il featuring con Victor Kwality?

Lo conobbi tramite Frenetik e Maurizio (Salmo, ndr) quando venne a Roma; c'è da dire che io ci metto un minuto a diventare amico di chi la pensa come me (ride, ndr). Quindi ci siamo subito trovati, lo considero quasi un fratello, mi piacque un sacco la canzone che fece con Salmo, Il messia, e quindi poi è stato abbastanza spontaneo farci un featuring.

È uno di quegli artisti abbastanza virtuosi, un po’ come me (ride, ndr), ai quali dai uno stuzzicadenti e ti fanno un qualcosa di artistico senza pensarci troppo. Mi piaceva poi l’idea di inserire un po’ di musicalità nel disco, per questo ho messo la sua voce e quella di Silvano (Coez, ndr). 

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7. Nel  mondo della pittura esiste una “scena”? Se sì che rapporti hai con i tuoi “colleghi”?

No, ognuno si fa i cavoli suoi, è un ambiente un po’ triste. La cosa bella del rap è che se tu ascolti uno che ti piace, lo contatti e magari ci collabori; nella pittura non è quasi mai così.

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8. Credi che il tuo essere rapper abbia in qualche modo agito sul tuo essere pittore o viceversa?

Credo di esser bravo a fare entrambe le cose, in maniera separata. Questo perché credo di esser bravo nel seguire qualcosa, farla mia, capirne i punti chiave fino ad impegnarmici e farla ad un buon livello.  Quindi sin da piccolo ho sempre dedicato molto tempo e amore alla musica e alla pittura, perciò il mio percorso artistico si è andato a delineare spontaneamente. 

9. Il tour inzierà quest’estate o il prossimo autunno?

Non ti so dire nulla precisamente, ma dei live ci saranno di certo.

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10. Info, saluti e contatti

Grazie per l'attenzione, ci vediamo in giro!

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Matteo Da Fermo
Author: Matteo Da Fermo
"Quando ancora c'era qualcosa che avesse un senso non pensavamo ad entrarti da dietro noi pensavamo ad entrarti dentro" (Bassi Maestro).