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A month with...Ghemon

A_month_with_ghemon

Bentornati a tutti! Per questo secondo episodio di "A month with.." abbiamo deciso di alzare l'asticella: scrivere di Ghemon vuol dire cercare di analizzare un artista molto complesso, che nel corso degli anni ha dimostrato una grande versatilità in ambiti e generi differenti. L'aver spaziato così tanto rimanendo fedele ad un'identità artistica comunque molto precisa, lo rendono perfetto per questo nuovo mese di musica. 

"voglio, devo cantare, a volte mi sta stretto rappare
e non ditelo a Macro e Kiave che ci restano male"

DAY 1 - DOVE SEI ? FEAT. NEFFA

Scegliere questa canzone come inizio di questo viaggio, non vuol dire cercare un ipotetico passaggio di consegne tra Neffa e Ghemon, parliamo infatti di due cantati (perchè dire che Ghemon rappi e basta mi sembra abbastanza riduttivo) che cronologicamente sono molto distanti ma nei quali i punti di contatto non mancano. Diventa quindi interessante andare a riscontrare somiglianze tra due personaggi che hanno creato un percorso per certi versi parallelo e alternativo rispetto ad un mondo, quello del rap e dell'hip hop che li vedeva protagonisti. Entrambi si situavano in una zona di comfort, quella del rap, che li aveva accolti, svezzati e consacrati ma dalla quale si sono distaccati ad un certo punto, chi per motivi più legati ad una saturazione del genere che oramai pretendeva qualcosa che lui non poteva o non voleva più dare, e chi invece per motivi legati ad una saturazione interiore, ad uno stato mentale che lo teneva legato ad un genere del quale non si sentiva a pieno soddisfatto. Questo passaggio, che per come l'ho raccontato io, è sembrata una cosa naturale e semplice del tipo: mi stufo di una cosa e ne inzio una nuova da capo; non è stato per niente semplice, naturale si ma semplice per niente, mettere in discussione il proprio lavoro non è una cosa facile, soprattutto in un mondo come quello a noi tanto caro della doppia H, dove tutto è bianco o nero, e dove il pubblico vorrebbe che l'artista facesse la stessa cosa per tutta la vita. Cambiare invece per loro due, ha significato aggiungere complessità e storia ai loro lavori, che comunque, soprattutto per quanto riguarda il Ghemon che abbiamo visto fino ad ora, cioè quello di "Orchidee" risente ancora tanto del rap, si sente ancora tutto il suo background accumulato durante tutti i dischi precedenti.

"Dove sei?" mi sembra quindi un buon punto di partenza, c'è il cantato, c'è il rap, c'è la musicalità, ci sono quegli elementi di blues e soul tanto cari ad entrambi gli artisti e che ci accompagneranno alla scoperta del mondo di Ghemon aka Gilmar. 

DAY 2 - PTS

"Embrionale" è un progetto del 2010: non si tratta di un disco vero e proprio ma di un EP, che come dichiarato dall'autore stesso durante la sua puntata di "Down with Bassi" (Dio sa quanto ci manca), è il frutto di un periodo di frustrazione, di inattività e di nervosismo, registrato in casa e con testi molto personali. Lo stesso autore viene identificato come Gilmar, un alter ego di Ghemon, l'altro lato della medaglia, a cui ha fatto firmare questo progetto oramai introvabile. Tra le canzoni di questo EP, "PTS" mi è sembrata particolarmente significativa, per l'estratto con cui è stata aperta questa rubrica:

"voglio, devo cantare, a volte mi sta stretto rappare
e non ditelo a Macro e Kiave che ci restano male"

In questo brano si riversa tanta di frustrazione e insoddisfazione per ciò che si sta facendo, si è fatto e per ciò che gli altri si aspettano che tu sia. La prima strofa infatti, oltre che caratterizzata da un buon numero di incastri e tecnicismi, mostra all'ascoltatore un primo lato di questa debolezza che si manifesta nella consapevolezza di essere famoso e che questo comporta:

"la gente che continua a inci-tare, le capacità, ogni complimento ci sta ma è mi-ci-diale,
perché mi costringe a migliorare, l'era dell'invadenza digitale non potrà mai scavalcare il mio muro perimetrale"

Nella seconda strofa, invece, questo sentiment prende la forma di una definizione della propria identità artistica e personale rispetto a tutti, confrontandosi con il proprio passato nel quale ne era alla ricerca e, guardando al presente, in cui questa viene costantemente messa in discussione da lui stesso. Vuole distanziarsi rispetto al mondo che lo circonda, quello della musica italiana in generale ma anche di un certo tipo di ambiente rap, rifiutandosi di fare le sfide di freestyle ma chiedendo a chi lo sfida di stare con il suo cervello per 3 giorni. 

"mai copiato...tranne forse Maurizio da bambino, chi non ha avuto il vizio di emulare un cugino?
Il sole sfonda queste persiane come bombe incendiare,
qui niente è come vi può sembrare, io sono solo un'altra delle anomalie italiane"

DAY 3 - ADESSO SONO QUI

"Adesso sono qui" è il primo brano di "Orchidee", il disco del cambiamento, il disco che ha sancito un nuovo modo di he fare la musica da parte di Ghemon. L'approccio, anche più in generale, al disco è molto easy, rilassato, non rappa propriamente ma neanche canta, una sorta di via di mezzo canticchiata che riesce ad arrivare un po' alle orecchie di tutti, appassionati del genere o meno, proprio perchè non rientra in un canone ben definito. 

Proprio questa non appartentenenza, ma soprattutto un nuovo inizio, sono i protagonisti del brano che suona come un punto di partenza rispetto ad una serie di problematiche e di ansie che lo hanno accompagnato, come a dire, "perfetto prima c'è stato questo mentre ADESSO SONO QUI". Secondo me questo è evidente nel ritornello, in cui si rivolge a un tu immaginario, un tu che potenzialmente potrebbe essere una personificazione della Musica stessa:

"E non mi importa più di tutto ciò che è stato, non c'è la rabbia e la paura che mi ha spaventato
Adesso sono qui, dove tu mi hai lasciato, tra le mie braccia stringo ciò che sono diventato"

Un ritornello che dapprima viene seguito da "Ora sto so bene, io ora sto bene" ma poi nel corso della canzone si trasforma ulteriormente, segno proprio della consapevolezza che questo nuovo inzio comporta:

"E non mi importa più di tutto ciò che è stato, non c'è la rabbia e la paura che mi ha spaventato
Adesso sono qui, dove tu mi hai lasciato, tra le mie braccia stringo ciò che sono diventato"

In sintesi si parla di una sorta di manifesto poetico, una dichiarazione di intenti per quello che sarà poi il disco e cosa uno si deve aspettare da lui, cioè, non una ripetizione pedissequa di ciò che ha già realizzato, ma un uomo alla continua ricerca che riparte con qualcosa di nuovo.

 DAY 4 - NON SPEGNERMI

Il brano di oggi, per quanto mi riguarda, è strumentale ad un ulteriore tema che voglio portare all'interno di questo percorso e che si rifà all'attitudine "conscious" di Ghemon. Parlare di "conscious rap" è una cosa estremamente soggettiva, non si parla neanche di un sotto genere perchè non è un filone a se, ma piuttosto di un'attitudine che alcuni artisti hanno per l'introspezione e l'analisi. Durante i suoi anni di carriera e di rap, Ghemon ha dimostrato di possedere questa chiave di lettura della realtà che permette ai suoi testi di scavare nelle pieghe e nelle sfumature. 

Questo discorso è abbastanza sbrigativo e fumoso ma così deve essere, non si parla infatti di qualcosa di classificabile e di definibile, quanto piuttosto di un approccio. "Non spegnermi" tratto dal mixtape realizzato con Dj Tsura, "Aspetta un minuto", è un esempio tra i tanti che si possono fare e che affronteremo nel corso di questi 30 giorni in compagnia dell'artista di Avellino. 

"Solo in casa, puoi riflettere meglio e se è per questo sono uno specchio, 
ogni pezzo è sparso sul pavimento, 
resto a parlare di me stesso, con me spesso,
ma alle volte vorrei cambiare argomento."

"Appuntamento preso presto per un "ti amo", pomeridiano, 
siamo uno stelo nel cemento e sbocciamo, 
nonostante il gelo che ci porta lontano, 
io sul mio parallelo e tu sul tuo meridiano."

Queste 8 barre, fanno capire il tenore del brano che si caratterizza quindi, per una profonda analisi del se e di ciò che lo circonda, in un'atteggiamento di critica e di presa di posizione rispetto alla realtà delle cose.

DAY 5 - FANTASMI PT.2 

Ieri parlavo di un approccio di tipo "conscious" alla scrittura da parte di Ghemon, e la canzone di oggi serve per entrare maggiormente dentro l'argomento. "Fantasmi pt.2", traccia 14 di "Qualcosa è cambiato" è l'esempio che serve per capire meglio questo genere di tematica: parliamo di un viaggio introspettivo che l'artista compie per affrontare i suoi fantasmi interiori. Nel brano vengono analizzati diverse sfumature del suo carattere e delle sue convinzione, egli cerca di sviscerare il suo rapporto con le donne, con la fede, con la scrittura ma più in generale il percorso che sta cercando di portare avanti attraverso le difficoltà quotidine del vivere.

"fino a che non vinco non potrò issare il vessillo, mi costringono a danzare sulla testa di uno spillo, gli spettri cantano vittoria ma è di Pirro."

Indicativo di tutto ciò è anche il fatto che mentre la maggior parte delle canzoni rap, si rivolgano ad un tu generico, che può servire come espendiente letterario contro cui scagliarsi, una sorta di avversario da sconfiggere, oppure può semplicemente essere uno specchio a cui l'artista si rivolge per parlare. In questo caso, questo tu non esiste nella prima strofa, il soggetto è l'io lirico che parla e anche nella seconda strofa, quando viene menzionato questo "tu", l'attenzione è sempre concentrata su se stesso.

"La mia barca è passata al varo, imparo ad orientarmi senza mappa o faro
qui è raro chi non rema al contrario, scompaio come il tuo denaro quando il banco salta" 

DAY 6 - CIELO DI CEMENTO

"Cielo di Cemento" è un traccia che prosegue su quel percorso che siamo andati a delineare nei giorni scorsi, cercando di concentrarci su quell'atteggiamento "conscious" presente nelle ultime due canzoni analizzate. La differenza rispetto alle tracce precedenti sta nella specifictà dell'argomento che, rispetto a quanto visto fino ad ora, si concentra sulla tematica dell'amore (tema molto caro a Ghemon). 

In questo brano (prodotto da un magico Fid Mella) Ghemon crea questo evidente contrasto tra una cosa volatile e fumosa come è il cielo, e qualcosa che al contrario ha una sua concrettezza e un immaginario di pesantezza ad esso collegato, come è il cemento. Un cielo da cui piovono calcinacci perchè la relazione si è oramai sgretolata e cade a pezzi intorno a lui. C'è molta rabbia in questo testo, tanto rimpianto e frustrazione per qualcosa che è sì finito, ma che comunque ha lasciato dei solchi all'interno dell'animo del cantante. Si ripensa ai momenti passati e ad alcuni episodi capitati durante il loro incontro e la loro storia; guarda a ciò che gli sta attualmente accadendo e alla reazione che sta avendo a seguito della rottura, con una chiusura in se stesso sempre maggiore.

"chiunque mi sta vicino è un nemico e lo distruggo, inferno andata e ritorno, di notte non dormo e se chiamano io non rispondo"

"mentre tu hai colpito per fare male sul mio fianco scoperto e per me non c'era verso di parare
e adesso voglio cancellare il tuo nome a botte di cotone bagnato d'acetone
invece d'accettare questo amore a gettone che pesca in riserva e sta ingolfando il motore
e se dovessimo incontrarci metti il caricatore nel revolver e conta dieci passi
come tutte le volte che sei riuscita a spararmi"

DAY 7 - UN GIORNO IN PIU' DELL'ETERNITA FEAT. KILLACAT

"Un giorno in più dell'eternità" è un brano con la collaborazione di Killacat al ritornello, contenuto in "Qualcosa è cambiato", un disco del 2012. Oggi come ieri il tema della canzone è l'amore, un argomento principe nelle canzoni di Ghemon che riesce a trattarlo con molta delicatezza e tranquillità ma, l'amore di Ghemon non è mai facile, mai banale ma sempre velato da una leggera patina di amarezza e di rimpianto per qualche occasione persa. La canzone odierna parla in realtà dei gesti semplici di una relazione, di tutte quelle cose banali, che poi banali non sono, e che vanno a comporre un quadro più ampio che è quello dello stare insieme, legati l'uno all'altra.

"é matematico che chiederai se sono coperto e cosa ho mangiato
tu vai oltre la coltre, oltre la cortina che spesso mi inghiotte
oltre le cose che mi ripeti mille volte e che fisso mi dimentico con la delicatezza di un bisonte"

Si può dire, in questo caso che l'artista di Avellino dedichi il pezzo alle piccolezze e alle abitudini più private della sua dolce metà che descrive sempre sia con un occhio di riguardo ma anche con molta dolcezza e passione.

"mi ricordo a stento il nome di una tua amica, invece tu sai come era vestita e che smalto aveva sulle dita
quando dici basta é come posare una pietra, ogni lunedí é giusto per iniziare una dieta
brilli come una cometa sei di un altro pianeta con la maschera in faccia ed i bigodini per la piega"

DAY 8 - DA LEI 

Estratta di "Orchidee", anche questa canzone parla d'amore ma in questo caso, essendo un brano dell'ultimo disco, si differenzia da tutte le altre per il cantato. Il cantato, che cantato non è propriamente perchè è più un canticchiato con una buona e solida struttura rap alle spalle, dà al tutto una sfumatura più pop e melodica alla traccia ma più in generale alla narrazione che cerca di creare l'artista.

La storia che cerca di costruire è quello di un incontro e di una continua rincorsa dei protagonisti, l'uno verso l'altro. La necessità li muove un sentimento di bisogno e di non poter fare a meno della propria metà, perchè solo insieme si possono completare. Se nei casi precedenti che abbiamo analizzato, si notava comunque un velo di rimpianto o di ringraziamento per qualcosa, in questo caso c'è molta positività, c'è bisogno di qualcosa di bello e di nuovo e, quindi, anche la concezione dell'amore cambia.

 DAY 9 - PTS pt.2

L'intro di "Qualcosa cambierà" è un manifesto da parte di Ghemon che si rende conto di essere arrivato ad un punto cruciale della sua carriera. Questo è il momento in cui capisce che deve prendere una posizione, deve capire dove vuole andare e con quali strumenti cambiare. Il suo percorso di rapper classico è forse arrivato al capolinea e lo sa: con questa traccia fa in qualche modo capire come questo progetto sia una sorta di arrivederci, una sorta di testamento poetico di un percorso giunto al termine. Questo disco è infatti del 2012 e, nel 2014, uscirà "Orchidee" che è la nuova fase della sua carriera tutt'ora in corso. 

"Dovete lasciare ogni speranza se entrate ancora prima di finire le cose sono cambiate
e solo se siete disposti a farvi guidare potrete cambiare anche il vostro métre a pensare.
E mi diranno: Ghemon, continua / non andare! ma in questo mare sento il peso di affogare
e non c'é nessun modo di spiegare se lo cerchi, per alcuni é un Addio ma il mio é un Arrivederci."

DAY 10 - L'AMORE DOV'E'? FEAT. DJ SHOCCA & BASSI MAESTRO

Siamo arrivati ad un terzo del nostro cammino ed è giunto il momento di introdurre due personaggi che di certo per Ghemon, hanno avuto un importanza notevole: il primo è Dj Shocca, fondatore di Unlimited Struggle e punto di riferimento per chiunque faccia boom bap in Italia, il secondo è un grande amico del rapper di Avellino, Bassi Maestro.

Questo terzetto si fonde in un brano dedicato al grande amore che hanno in comune, la musica. "L'amore dov'è?" si apre con degli scratch di Shocca su una base molto melodica e, su questa produzione, i due MC parlano della loro esperienza viscerale con la musica, del rapporto che hanno costruito con essa nel tempo.

"io l'amore l'ho imparato con le cuffie calate nel silenzio di serate passate aspettando nuove date,
le canzoni voi le avete imparate con la testa in un mondo da cui scappate:poche cazzate"

La loro esigenza di mettere tutto a tempo per poter parlare di se stessi e poter comunicare agli altri, fa confondere ormai su chi siano veramente, dove finisce l'artista e dove inizia l'uomo "Chi è Ghemon ? chi è Gianluca?"

DAY 11 - NONOSTANTE TUTTO FEAT. BASSI MAESTRO & MARCO POLO

Questa traccia è una parentesi per quanto riguarda il percorso di Ghemon, fa riferimento ad un disco creato con il beatmaker americano Marco Polo e l'amico Bassi Maestro. "Nonostante tutto" è un brano tratto dall'album "Per la mia Gente", nato dalla loro collaborazione. Una canzone che parla del fare musica, e del fare rap nel corso della loro vita. In questa traccia spiegano come e secondo quali principi, abbiano deciso di intraprendere e poi continuare la loro carriera artistica, di quanto abbiano dovuto penare per farsi accettare come artisti, sacrifici compresi.

"Diceva rappresenta, rappresenta e adesso è giù col padre in azienda
Chi fa volare i porco d.. di santa pazienza"

"Nel rap tirarsi è un colpo è facile farsi mollare il colpo, senza protezioni nudo ci ho messo il mio volto
Io contro tutti e sono nel mio solco, tutto è in ciò scrivo come un testamento
Sul mento giù la testa a tempo, dagli anni in cui la festa con i beanie Kangol"

Per chiunque sia interessato, questo disco è un prodotto molto interessante e forte, con due MC molto validi e un ottimo producer, rappresenta tuttavia una parentesi nel percorso di Ghemon. Buon ascolto!

DAY 12 - VERO FEAT. DJ SHOCCA & MISTAMAN

"Vero" è un brano estratto dall'album "La scatola nera" di Mistaman e Dj Shocca, due personaggi che hanno rappresentano dei punti di riferimento importanti per Ghemon, l'appartenenza ad Unlimited Struggle e quindi la passione per fare musica in un certo modo, li unisce. 

La produzione molto classica di Shocca si sposa perfettamente con il rap dei due artisti, i quali, durante il pezzo, prendono le distanze rispetto a coloro che li circondano. La loro sincerità è la loro forza e le canzoni il loro testamento. Non hanno bisogno di fare sfoggio ne di vantarsi in alcun modo dei loro successi, tengono un basso profilo perchè consapevoli che hanno ancora tanta strada da fare e che ogni canzone e ogni disco è solo un puntino su un percorso più ampio.

"Ho capito che il segreto del successo è la sincerità e chi impara a simularla ce la fa.
Ho capito che non ho mai capito un cazzo ma ho capito più di voi e tengo un profilo basso."
 
"Ho capito che astenersi è il male, mai essere neutrale, mascherarsi e lottare,
quando hai il presentimento che la tua rabbia sale ti dico che il sentimento che provi non è mutuale.
Ho capito che c'è un'evidente distinzione da fare se copi o se prendi ispirazione,
ispirarsi è studiare un processo di creazione, copiare invece fa saltare la comprensione."

DAY 13 - PARTE DI ME FEAT. MECNA

Questa settimana la sto dedicando molto a featuring che ritengo significativi: tra tutti i rapper con cui Ghemon ha collaborato, Mecna è di certo uno dei più interessanti. Quello che avvicina i due ragazzi, non è semplicemente la bravura nella scrittura ma anche un approccio molto sperimentatore nonchè una spiccata attitudine conscious. Proprio in questo pezzo si vede molto quest'attitudine: "Parte di me" è un brano estratto da "Qualcosa è Cambiato", del 2012, alla produzione c'è Fid Mella.

Il brano è un viaggio introspettivo da parte dei due autori che parlano di se stessi, come fossero delle monete con due facce: una parte che è quella visibile a tutti e che mostrano, ma poi c'è l'altra faccia, quella nascosta, quella che si tengono per loro

"Ho il desiderio di lasciarmi in pace certi giorni, ridere di lui prima che l'altro me ritorni
quello che mi previene dal conquistare i due mondi, e mi dice di non perdere altro sonno coi sogni"

L'attacco della canzone è questo, Ghemon fa subito capire la dualità della sua personalità, una parte che lo tiene con i piedi ancorati per terra e l'altra che lo spinge e muoversi verso i suoi sogni. Allo stesso modo smentisce le apparenze che lo fanno sembrare un uomo calmo e tutto d'un pezzo, dicendo di sapersi sciogliere ma anche di essere in grado di arrabbiarsi.

"So vivere anch'io di cazzate, sfoderare le spade se mi fate arrabbiare
per regalare un occhio nero a chi mi pare"

 DAY 14 - KRYPTONITE FEAT. MECNA

In questi giorni sto ascoltando molto "Lungomare Paranoie" di Mecna e quindi per la canzone odierna, non ho potuto non pensare a "Kryptonite". Questo brano, estratto dall'album del 2012 "Disco Inverno" ha avuto un impatto molto forte su di me la prima volta che lo vidi, soprattutto per la qualità del video che mi sembrava completamente diverso rispetto ai classici video rap Italiani. Di sicuro c'è un concept forte alla base del lavoro diLudovico Galletti & Sami Schinaia - anche se io non sono tutt'ora riuscito a capirlo - che mi ha lasciato di sasso, sia appunto per la forza delle immagini, ma anche perchè mi sembrava di sentire un Mecna arrabbiato. La produzione, molto elettronica, viene affrontata da Mecna con molta rabbia e nervosismo, come fosse uno sfogo verso la sua ragazza, tanto è vero che il brano si compone di una strofa e il ritornello. Tutto questo senso di frustrazione e di rabbia viene ripreso nel ripreso nel finale da Ghemon in cui afferma l'esigenza di scappare, di fuggire perchè la speranza non solo è perduta ma gli si pone contro.

"E mi fai essere diverso quando non mi piaccio e mi fai essere complesso pure quando taccio
quando vorrei solo un abbraccio tu mi dai un calcio ma io sono due metri e per farmi male mi devi spaccare un braccio"

DAY 15 - LA VERITA' 

Estratto da "Qualcosa è cambiato" è une bella sintesi di tutto ciò che piace a Ghemon e piace a noi del suo stile. Un brano dall'anima melodica, con ritornello cantato e strofa rappata. 

La canzone è molto rilassata ma non per questo priva di contenuto, anzi come spesso ha abituato i suoi ascoltatori, Ghemon riesce ad essere denso anche risultando molto orecchiabile. In questa situazione in particolare, tira le somme rispetto ad una serie di situazioni che trova assurde - togliendosi dei sassolini dalle scarpe - spiegando il suo punto di vista nel suo rapporto con le altre persone, analizzandole sotto più punti di vista. Il suo sguardo cerca di fermarsi sulle convizioni e sulle certezze che le caratterizzano, certezze e caratteristiche che spesso ne mostrano i lati più deboli e le fragilità. Lui al contrario, conosce la sua forza e il peso che comporta essere Ghemon il rapper, in un mondo di invidiosi che guardano solo al successo e allo scintillio che la fama gli ha portato.

"stiamo in paesi, cosí attaccati che quasi siamo siamesi, ma siamo arroccati ognno tra i propri schemi
limiti compresi e quando ci avviciniamo collidono due pianeti"
 
"quando hai le tasche vuote ma hai la testa piena e qualcuno ti parla dietro la schiena
qualcuno travestito da palo nel sistema convinto che il valore é il bagliore della pietra
non puó capire che solo un Re sa quanto pesa il diadema."

DAY 16 - LEVANTE FEAT. MURUBUTU & DARGEN D'AMICO 

In questo momento il livello della poesia si alza tantissimo: Murubutu nel suo ultimo disco "L'uomo che viaggiava nel vento" riunisce intorno a se due letterati Dargen e Ghemon. Come tutte le canzoni dell'album, anche questa ha come fulcro il vento, in questo caso "Levante" e le parole dei tre rapper, alternate da un ritornello campionato da Erikah Badu (il brano si chiama "On & on"), lasciano spazio ad una serie di metafore e racconti intrecciati insieme. La narrazione di queste situazioni diventa fluida, su una strumentale molto semplice ma che lascia spazio alla voce di raccontare.

Questa volta non commento perchè mi sembra di minimizzare tutto per cui lascio parlare la musica. Una perla di canzone.

DAY 17 - NESSUNO VALE QUANTO TE 

Brano estratto dall'ultimo album "Orchidee", in questa canzone Ghemon canta della differenza che intercorre tra lui e il resto delle altre persone. Il viaggio che ha dovuto compiere per essere ciò che è oggi, dei sacrifici e dei problemi che ha dovuto affrontare nel tempo, soprattutto a causa delle differenza che esistono e che sono evidenti. Inseguire il suo sogno che sembrava qualcosa di impossibile e che sembrava non avrebbe mai potuto dargli certezze, ora gli dà fama e di che vivere. In sintesi questo pezzo è un inno all'unicità di ciascuno: inseguire i propri sogni contro tutto e tutte le opinioni avverse, perchè alla fine questo paga. 

"In quella scuola per gli altri io ero un alieno, nessuno sopportava che fossi atterrato sul suo terreno
Per tutti ero uno straniero, per questo sto sempre di meno a casa mia e sempre più spesso su un treno
Sono diventato questo, sapevo sarebbe successo ma non mi immaginavo a quale prezzo
E anche se do per scontato lo spazio che mi è concesso, a volte mi scordo che il viaggio è stato pazzesco"

DAY 18 - LA RIVINCITA DEI BUONI

"La rivincita dei buoni", la canzone che è anche la title track dell'omonimo disco del 2007, è un altro inno di Ghemon alla sua semplicità ed al suo modo di essere artista. La prima strofa si apre come una sorta di rimpianto, che deriva dal fatto di essersi precluso una serie di possibilità: queste possibilità ha deciso lui di privarsene in modo automatico nel momento in cui ha scelto di essere se stesso e di non costruirsi un personaggio.

"Ho cercato un obbiettivo e l'ho cerchiato e forse è quello che è mancato a qualcun altro
a fare il duro sarei falso e forzato mi riesce molto meglio essere me anche se fragile e lunatico"

A questo punto nella seconda strofa c'è un cambiamento, Ghemon si rivolge ad un tu generico, non parla più con se stesso. In questa seconda parte di canzone, lui ha accettato la sua dimensione del vivere di musica, non è un uomo che può fare un lavoro d'ufficio classico. Ha fatto una scelta precisa che deve perseguire e tu spettatore sei la sua forza per sostenerlo. Non esclude niente per il suo futuro ma questa è la sua strada.

"mantieni questa mia voglia calda come silicio e dammi forza per vedere l'alba come incomincio, quando saranno arrivati i giorni di sacrificio"

DAY 19 - PICCOLE COSE

"Piccole cose" è un altro estratto dalla "La Rivincita dei Buoni", disco del 2007. In questa canzone, che calza a pennello con quell'attitudine conscious di cui parlavo all'inizio di questo viaggio, parla dell'importanza dei dettagli e delle piccolezze, di tutte quelle cose che sembra non abbiano peso ma che poi sommate, sono una parte essenziale di ciascuno.

"Sono le piccole cose, quelle che ci servono, piccole cose, briciole di vita che si perdono
Piccole cose, quelle che cambiano il passo al giorno prima di chiudere gli occhi al mondo
Sono le piccole cose, quelle che ci servono, piccole cose, briciole di vita che si perdono
Piccole cose, quelle che cambiano il passo al giorno prima di chiudere gli occhi al mondo "

Nelle due strofe, dopo una decina di versi nei quali Ghemon fa considerazioni più generali sulla sua vita personale ma anche sui rapporti che costruisce con gli altri e i rapporti che il resto del mondo costruisce, passa in rassegna diversi generi di persone che hanno cambiato prospettiva a stili di vita a causa di piccole cose. Piccoli cambiamenti ma che adesso pesano come macigni...

"Così perfetto nell'ordinario, che l'hai fatto diventare normale
Così metodico e puntuale che il tuo straordinario è diventato banale
Così minimale da badare soltanto all'essenziale senza chiederti dov'eri a mancare"

"Tu che eri il centro degli amici, un vetro che la fretta e i fatti della vita hanno appannato
Quando hai preso come sgarbo ogni divergenza, ora ti trovi solo con la tua diffidenza
Hai atteso che il telefono squillasse, quando eri tu a dover alzare la cornetta"

DAY 20 -  UOMO D'ACQUA DOLCE FEAT. DJ TSURA 

Estratto da "Qualcosa è cambiato", questo brano è strettamente Hip Hop, prima di tutto per il beat molto funky e gli scratch di Dj Tsura ma anche per la citazione di "La Rapadopa" di Dj Gruff in cui Carrie D canta  "Afro, break, kick dope, funky, groove in linea"

In questo pezzo, Ghemon racconta della sua passione per la musica che fa, come nel classico brano hip hop, si rivolge ad un tu generico che in questo caso serve da sparring partner contro cui scaricare la propria rabbia. La canzone si muove su un ritmo serrato durante il quale l'artista spiega il suo modo personale di approcciarsi al rap, quella che è la sua via, al contrario di molti altri che inventano storie senza averle mai vissute, lui non ha bisogno di fingere, la sua forza è la sua sincerità e questo nei dischi si sente. Essere un b-boy l'ha formato e rimarrà questo anche nei suoi progetti successivi, dove già dice di voler cantare.

"Chi può mai sconfessare le cose in cui credo? Non sarà il loro male qui a farmi voltare indietro,
MC per definizione come Kweli e Mos, la tua vasca degli squali per me è Mykonos"
 
"Non devo vergognarmi se a volte mi commuovo,questo non mi fa meno uomo
perché sono sicuro di chi sono e cosa muovo è più dubbio chi per non farsi fraintendere deve dire "no homo"
di me avete paura, perché il mio progetto è integro e non ha una scalfittura,
migliora la musica, cresce la mia scrittura, il vostro darmi addosso è tipico della gente insicura"

DAY 21 - FANTASMI

L'anteprima a "Fantasmi pt.2, in questa canzone Ghemon affronta per la prima volta la sue paranoie. La prima strofa vede l'artista immerso nel processo della scrittura con i suoi fantasmi che si presentano puntuali, salutandoli come amici, Ghemon riversa nel processo creativo quello che fanno altri con le droghe. Nella sua arte lui affronta il suo buio interiore.

"con il terremoto in testa, attesta la magnitudo, ginocchiate ai pilastri anni di valetudo,

pasticche, bottiglie, keta ,strisce, ero da un buco l'effetto non vale l'uso, per questo non le consumo, 

e poi a cosa mi servirebbe, se ho gia capito il buio"

Nella seconda strofa va ad approfondire e ad ampliare il concetto, aggiungendo una sfumatura di senso di superiorità, una superiorità nella scrittura che lo distingue da tutti gli altri rapper a cui non può essere in alcun modo paragonato. 

 

DAY 22 - NON CI CONTIENE FEAT. RISE BEATBOX

Beatbox + ritornello cantato + strofe rappate, cosa c'è di meglio? Per questa giornata Ghemon si unisce a Rise, il più conosciuto beatboxer italiano per una canzone molto particolare. La base è fatta da Rise a cui si aggiunge una parte più melodica, canticchiata da Ghemon. La prima strofa si apre molto aggressiva, con il rapper di Avellino che dichiara la sua superiorità e la sua unicità rispetto agli altri rapper della scena, parlando di un percorso che agli altri può sembrare poco lineare ma che in realtà ha una sua logica.

"A volte mi pare che il fato non voglia accorgersi e sputo fuori il fuoco sopra il tempo
Adesso sono un uomo e vi racconto che succede mentre lo divento"

La seconda strofa viene usata per ribadire questo concetto, ampliandolo di nuove sfumature e pieghe.

"Muto, scruto l'orizzonte conosciuto, non mi basta e non sai questo quanta fotta mi rilascia
Verso le stelle, un miliardo di scale, non sento più le gambe, è il dramma di chi sale, ma posso immaginarmi già il finale"

DAY 23 - SPLENDE IN ETERNO

Ultima traccia dell’ep “Embrionale”, “Splende in Eterno” è una traccia rappata quasi a cappella con solo il pianoforte ad accompagnare la voce dell’autore per la prima parte, per la seconda parte del brano invece, l’accompagnamento è composto da una strumentale suonata in cui spicca il suono di un violino (?).  Come nel resto dell’ex, anche in questa canzone, i toni sono tristi, non è un disco che trasmette felicità questo, anzi, si sente molta frustrazione e tristezza per tutto l’ascolto e chiaramente anche nella sua conclusione. 

Immaginando di spezzare la canzone in due parti, così come sono le due strumentali, nella prima Ghemon a ritmo serrato, sfoga tutta la rabbia che sta covando sul beat, in una serie di immagini molto forti in cui le sue paranoie gli fanno da schermo e lo tengono bloccato, lo intrappolano in un tunnel da quale non riesce ad uscire sia rispetto al suo percorso personale ma anche nel rapporto con gli altri che vede come finti o come delle maschere.

“e non c’è niente di più vero che toccarsi anche per un poco
non voglio più parlare a delle foto dietro ad un monitor, vomito l’ispirazione in musica”

Nella seconda parte, invece, c’è un cambiamento, c’è una nota di speranza, dopo tutte le paure che hanno accompagnato la parte precedente ma anche il resto del disco, Ghemon annuncia di volersi slegare da tutto. “Le cicatrici vanno via con il laser” dice, ha forse trovato il suo mezzo per superare i suoi travagli e i suoi tormenti, ha trovato il modo di evolvere se stesso e la sua musica.

DAY 24 - VELENO

Estratto dal suo ultimo, “Veleno” è la dodicesima traccia di “Orchidee”. Questa canzone con un beat molto rilassato e sereno, concilia un momento di grande riflessività da parte di Ghemon in un momento nel quale vuole liberarsi dalle tossine che ha accumulato nel tempo. La scelta radicale dello staccarsi dal rap per dedicarsi allo sviluppo della voce cantata, è letteralmente un sogno che esce dal cassetto, come canta nel ritornello:

“Ogni parte di me vuole vivere adesso, io non ci resto qua giù
Ogni cellula si muove come promesso con i sogni usciti fuori dal cassetto”

Le due strofe, invece sono un modo per descrivere lo stato d’animo di amarezza che continua in qualche modo a provare, nonostante la liberazione e nonostante la felicità per aver intrapreso un percorso che lo conduce verso la felcità, si rende ancora conto di aver conservato del veleno dentro di sè. Il veleno in questione è presente in lui, lo stringe al collo e non lo fa stare bene, nonostante provi a liberarsene ma non ci riesca.

“Col futuro dietro il margine, voci e fumo sono intorno a me
Il digiuno non si spezza se da mangiare c'è solo briciole
Questo veleno è dentro me, cerco di guarire ma non mi passa”

DAY 25 - NIENTE DI BUONO

Questo brano, estratto dall'ep "Per la mia Gente", realizzato da Marco Polo e Bassi Maestro. La traccia parla dell'incontro/scontro tra l'autore e una donna, questa donna è la sua kryptonite ( tanto per citare un suo vecchio brano ), qualcosa che lo respinge ma contemporaneament lo attrae. La situazione è quella nella quale non sa come comportarsi, pieno di dubbi rispetto a quello che dovrebbe o potrebbe fare, infelice se non sta con lei ma turbato e preoccupato quando stanno insieme, ciò che li tiene insieme è questo sentimento ambiguo e il bisogno fisico di andare a letto insieme ogni volta che si vedono. 

"Abbraccio non con la parte a memoria e si stravolge il nostro piano astrale
Contatto fra gli occhi quasi mi tocchi giudizio universale"

"Pronto a chiamare un taxi e non vedere il giorno

 

 

 

 

 

 

 

Marco Bianchessi
Author: Marco Bianchessi
"Born sinner the opposite of a winner "(Biggie).

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