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Notorious B.I.G. - Mo Money Mo Problems

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Il successo però si sa, non è facile da gestire per nessuno. Specie quando ci si ritrova milionari a soli 22 anni e così “velocemente” come lui stesso ammette in un’ intervista.

Non so cosa vogliano da me, è come se più soldi arrivano più problemi vediamo” recita il ritornello di una sua hit. E il testo è estremamente coerente con la sua visione dell’essere una celebrità.

Continuano i problemi con la legge (altri arresti) e quelli familiari. Il rapporto con Faith non è più lo stesso e i tradimenti si susseguono sia da una parte che dall’ altra. La ragazza lo tradisce anche con un giocatore NBA e Biggie si vendica a suo modo nella canzone “I got a story to tell” contenuta nell’album successivo. Qui racconta (o inventa) di essere a letto con la moglie di un giocatore della suddetta lega quando il marito torna a casa. Allora colpo di genio: lega la sua amante con una corda, si mette una sciarpa in volto e lo rapina, poi scappa. Una gag ripresa anche nei cinepanettoni dal duo Ghini - De Sica diversi anni dopo. La creazione degli JUNIOR M.A.F.I.A. nel 1995 poi sicuramente non aiuta, visto che tutti gli amici del suo gruppo d’ infanzia, inclusa la sua vecchia fiamma Lil Kim, vanno in tour per promuovere il loro album “Conspiracy”.

Ah... quasi ci si dimenticava la sparatoria di New York. I fatti di quel 30 novembre 1994 sono già stati affrontati e analizzati a dovere (se volete li trovate qui).

Insomma, succede di tutto e il tempo per scrivere è sempre poco. La sua seconda fatica tarda tre anni ad arrivare. Ma “Life after Death” è sicuramente un lavoro molto più profondo ed elaborato del primo cd. Non a caso vince il disco di diamante che negli USA corrisponde a 10 milioni di copie vendute anche se Biggie purtroppo non andrà mai a ritirare quel riconoscimento.

You can be the shit, flash the fattest five have the biggest dick, but when your shell get hit you ain’t worth spit, just a memory”

“Tu puoi essere il migliore, dare i colpi più spessi avere il cazzo più grande, ma quando la tua corazza viene colpita non vali neppure uno sputo, solo una memoria

(You’ re nobody till somebody kills you)

Questo pezzo è il primo ed è preceduto da una preghiera recitata da Puff Daddy. La paura della propria morte e di quella di chi gli sta accanto entra di prepotenza in questo album anche a causa della guerra mediatica e della tensione che sale. Lo stesso autore si domanda nella traccia “What’s beef” cosa sia diventata appunto questa faida. Questi aspetti lo rendono per alcuni versi simile a “Me against the world” dell’ amico/nemico Tupac. Lo stesso Shakur sembra avesse detto ai giornalisti che prima di fare ascoltare a Biggie una copia del suo lavoro, il suo fosse totalmente diverso, accusandolo così di averne copiato i contenuti. La verità su questo non si saprà mai, anche se sicuramente il rapper californiano compare in tre tracce. Ma si tratta di insulti e provocazioni. Il dissing più famoso della storia del rap (“Hit ‘em up” del 1996) ha infatti una risposta: si tratta del pezzo “Long Kiss Goodnight”. Shakur viene sbeffeggiato durante tutto il brano, sia nell’ articolazione delle parole, sia nel riciclo delle sue stesse rime “Slugs missed ya, i ain’t mad at cha (we ain’t mad at cha)” (la cui base è stata ripresa qualche anno fa da Mondo Marcio sempre per un dissing). Quasi la stessa cosa vale per l’ altro singolo “Kick in the door” che ipotizza un agguato (“If the beef between us we can settle it, with the chrome and metal shit”).

“Cali got gunplay, models on the runway, scream Biggie Biggie gimme One more chance”

“Cali gioca con le pistole, modelle per la strada, che gridano Biggie Biggie dammi un’ altra possibilità

(Going back to Cali)

Questo è il terzo pezzo-diss che prende clamorosamente in giro “California Love” di Shakur e Dr Dre. La base è molto simile, praticamente identica per gli effetti all’ inizio e il testo è pieno di ironia mirata.

Oltre a tutta questa parte di revenge, “Life after Death” può anche essere visto come un insieme di esperimenti musicali e consolidamento di vecchie certezze. Mentre “Ten cracks commandaments” diventa un classico del gangstarap, con una metrica fuorviante e un testo da ghetto, “Player Hater” è più cantato che rappato. E’ impressionante la leggerezza vocale (ma non assolutamente l’intonazione) con la quale BIG e il suo produttore duettano fingendo una rapina giustificata, anche questa volta, dalla fame e dalla mancanza di denaro. Allo stesso modo “Somebody's Gotta Die” si basa sul principio occhio per occhio dente per dente, riferito alle conseguenze della morte di un suo amico ad opera di una banda. Per contro Hypnotize sconvolge ogni ascoltatore per la disarmante fluency. Un capitolo intero dovrebbe essere dedicato a questa chicca, devastante dal punto di vista metrico.

rime_hypnotize

Come spiegato divinamente nel video caricato su YouTube dal canale Vox, questa canzone segue un ritmo tutto suo, un po’ inspirato dal genio di Rakim qualche anno prima, un po’ nato dall’abilità del forse miglior paroliere della storia del rithm and poetry. Frasi brevi, poi frasi lunghe che eccedono e prendono in prestito un po’ di quella successiva. Rime interne, poi finali, poi interne e finali con diversa assonanza. Un caos ragionato... un po’ come la sua vita del resto.

 

Marco
Author: Marco
"Capisci che il rap è come una preghiera, non conta quanto urli ma conta quanto è vera" (Mistaman).

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