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Alla scoperta dei Fuera, fuori con l'album The Black Racism - Intervista

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"The Black Racism" è il primo album dei Fuera, trio di Nola formato dal producer Jxmmyvis e i rapper Same e Diak e fuori da maggio con un prodotto che varia dal rap al trip hop, dalla techno fino all'elettronica psichedelica. Ce ne hanno parlato in questa intervista, check it!

1. Ciao ragazzi! L'album mi è piaciuto molto, lo trovo molto diverso rispetto a quello che offre il panorama musicale Italiano. Partendo dal principio, la prima cosa che mi ha colpito è stata la copertina, che mi ha ricordato la locandina di un film di fantascienza dʼepoca, la foto è inedita o è recuperata?

Ciao e grazie mille per le belle parole! La copertina è inedita, lo scatto è stato realizzato da un fotografo che apprezziamo tantissimo, Alessandro Treves, mentre i costumi che abbiamo addosso interamente da noi, con materiali "di fortuna" come iuta, filo di ferro e corda.  

2. Associata alla copertina cʼè il titolo “Black Racism”, come si legano le due cose?

Con la foto volevamo trasmettere quel senso di alienazione e di realtà alterata che pervade un po' tutto l'album, abbiamo immaginato la foto come un'istantanea rubata dal piccolo universo di The Black Racism, popolato dai nostri mostri e incubi più nascosti e profondi.

3. Le sonorità dellʼalbum sono sicuramente la componente più interessante, lʼelettronica in particolare viene molto sfruttata, svariando dal trip hop alla techno, da dove arriva il vostro background?

Non ha origini precise ma, più che dalle sonorità o dagli schemi di generi come trip hop o techno, che ci piacciono molto, abbiamo cercato di ricrearne atmosfere e sensazioni così come le viviamo sulla nostra pelle.

4. Nella scena artistica contemporanea hip hop e non, chi sono i vostri punti di riferimento?

Un punto di riferimento fondamentale in quanto a contaminazioni e "coraggio" é sicuramente Kanye West, che riesce sempre a stupire e reinventare la propria musica. Tra i newcomer degli ultimi anni, invece, senza dubbio Travis Scott è il nostro preferito. Al di fuori della scena Hip Hop potremmo citarti i Tame Impala, un gruppo australiano che tra synth, rock e psichedelia riesce ad essere mainstream con stile e con un suono totalmente proprio.

5. Nonostante i beat siano di grande impatto, anche la cura dei testi non viene messa in secondo piano, come per esempio in “Cose che non dovresti sapere”. Credete che le cose debbano per forza andare di pari passo o che sia possibile per voi fare un testo senza contenuto?

Mettiamo lo stesso impegno sia nella stesura del beat che del testo, ci sono ovviamente casi in cui una delle due cose può passare in secondo piano ma in ogni modo non perde di importanza: sono i due unici strumenti che abbiamo per riproporre le immagini che abbiamo in testa e la nostra priorità è cercare di essere quanto più fedeli a noi stessi è possibile.

6. Le canzoni sono ricche di citazioni cinematografiche, per esempio il riferimento a River Phoenix in “Viper Room” ma anche “Elliot Interlude”, che ho presunto facesse riferimento al personaggio di Mr. Robot. Che senso ha per voi inserire queste citazioni? Sono solo esercizi stilistici o servono per dare unʼimmagine più completa di ciò che vi piace e vi interessa?

Sicuramente la seconda e più che un esercizio di stile, collegandoci alla seconda risposta, potremmo dire che abbiamo riempito quel microuniverso con l'arte che ha avuto più impatto e trasporto su di noi.

7. Il video di "Tossico dʼarte" è molto bello, curato e abbastanza disturbante. Da dove nasce lʼidea di realizzarlo attraverso dettagli, specchi, in un ambiente chiuso così ricco di oggetti?

Abbiamo scelto la location del video insieme al nostro manager, si è presentata l'opportunità di girare a casa di IUCU, suo caro amico, artista incedibile e collezionista d'arte. Sin dal primo momento ci era sembrata perfettamente attinente al mood del pezzo, il resto è venuto da se anche grazie al talento di Alessandro Murdaca.

8. Quali sono i vostri prossimi obiettivi?

Definire al meglio la nostra identità musicale, sperimentando e mettendoci alla prova con più consapevolezza. Siamo al lavoro per portare i live ad uno step successivo e vogliamo trovare presto la nostra dimensione anche sul palco.  

 

Ringraziamo nuovamente i Fuera e vi lasciamo con lo streaming del loro album d'esordio, "The Black Racism".

 

Marco Bianchessi
Author: Marco Bianchessi
"Born sinner the opposite of a winner "(Biggie).

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