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Ensi ci presenta V: ''spero che questo disco vada a colmare il gap generazionale''

ENSI

Circa un mesetto fa entravo negli studi Warner a Milano per incontrare Jari Vella, nome d'arte Ensi. Ero lì perchè l'1 settembre esce "V": come Vincent suo figlio, come il suo cognome, come "Vendetta" suo primo album e come cinque in numero romano, perchè questo è il suo quinto disco. Son passati tre anni dal suo ultimo lavoro e in questo lasso di tempo son successe tante cose, a partire dall'essere divenuto padre.

In pochi mesi ha raccolto questo bagaglio di vita vissuta e gli ha dato una forma, scrivendo indiscutibilmente il suo disco più maturo e migliore finora, dove si parla sia di vita privata che di rapporti sociali (inclusa l'interazione razziale) oltre che di argomenti più leggeri ma necessari. Clementino, Luchè, Gem & Mad e persino Il Cile hanno preso parte al progetto, ma detto questo passiamo a quello che ci siamo raccontati quel giorno: 

1. Finalmente esce il disco a distanza tre anni da "Rock Steady", pausa voluta?

È stato un detox, non voluto per forza ma per forza di cose: ho 32 anni e mi sembra una sorta di giro di boa, ho un figlio e in tutto questo sono anche successe molte altre cose anche spiacevoli, che tuttavia mi hanno dato la giusta motivazione.

2. Abbiamo detto tre anni di assenza, pero il disco l'hai scritto praticamente in 5 mesi. Come mai questo getto creativo improvviso?

Diciamo che ho approfittato di tutte quelle situazioni di cui ti ho appena parlato, unito al fatto che ho voluto andare controtendenza in un periodo dove la norma è un disco all'anno con magari un mixtape a metà, ma dove è più difficile raccontare per davvero situazioni o e spaccati di vita appunto perchè il periodo di incubazione è molto breve, al contrario di quello che ho fatto io.

3. Sembra il tuo lavoro più maturo e non solo per questioni di età, come vorresti che fosse recepito dal pubblico in generale?

Allora, io spero che questo disco vada a colmare il gap generazionale che si è formato in questi anni e che ha portato a questa uniformità nello stile e nei (pochi) contenuti, anche se non ho fatto un disco esclusivamente old school ma ho sperimentato molto anche in direzioni inedite o moderne per quanto riguarda i suoni o l'utilizzo della voce.

4. Registrato in uno studio mobile della Red Bull, passando dal Jazz agli scratches (firmati da 2P), dal freestyle fino a esperimenti al di fuori dal classico rap: raccontaci un po' della realizzazione di questo album.

Guarda avere a disposizione uno spazio così è stato fondamentale e per questo ringrazio tutto il team Red Bull e in generale tutto il personale che ha partecipato perchè è stato un lavoro corale. Quando sono venuti Frenetik e Orange volevamo registrare una batteria e l'abbiamo montata, quando è venuto Il Cile col suo chitarrista abbiamo aggiunto tutte le chitarre che prima non c'erano; insomma questo è possibile solo con un buon ambiente e buona volontá, e sono sicuro che tutto questo si avvertirà ascoltando l'album.

5. In un periodo storico in cui si sta affermando sempre di più un certo modo di approcciare alla musica e al rap in generale, qual'è il giudizio di Ensi?

Ensi ama questo genere, ama l'hip hop e perciò come dico in Mezcal vedo sempre più "talenti" sfornati in serie. Detto questo non posso che rispettare gli originatori dello stile ed effettivamente alcuni di questi ragazzi avevano le chiavi ed hanno aperto delle porte, solo che ci si sono buttati dentro in troppi e questo non è bene purtroppo.

6. La tua abilitá di freestyler ormai celebre quanto è importante per Ensi rapper? Col tempo sembra sempre più scomparire e sentire il parere di un colosso come te è sempre interessante. 

Ti dirò molto sinceramente che se all'inizio è stata la cosa che mi ha resto noto e che mi ha fatto vincere ben più di un contest, da un certo momento in poi invece è stata una spada di Damocle per la mia scrittura perchè in molti pensavano e pensano tuttora che a questa mia grande abilitá corrisponda uno scompenso per quanto riguarda la figura dell'artista e dello scrittore, cosa che tra l'altro io non ho mai percepito. Ora tra l'altro le cose sono anche cambiate da quel punto di vista perchè se vieni a un mio live io non faccio più freestyle per farti ridere, ma è più un qualcosa che si avvicina ad un assolo Jazz, un momento che ti regalo lì e che subito dopo non c'è più.

7. Il riferimento alla famiglia e in particolare a tuo figlio Vincent è molto forte come immagino il vostro legame, vuoi dirci se e come cambia la vita di un rapper quando mette su famiglia?

Cambia tantissimo, non per nulla si dice che fare un figlio sia il primo passo verso lo smettere! Scherzi a parte invece, a me ha dato una grande mano e sono senza dubbio riuscito a scrivere il miglior disco finora, questo anche perchè ho sempre avuto una predisposizione verso tutto questo, rispetto per esempio a molti altri miei colleghi. Aggiungici che il rap è sempre stato il modo per raccontare la mia vita, e capirai come quest'esperienza è stata cosi importante che senza non avrei mai potuto scrivere "V", quindi devo dire che è cambiata parecchio ma solamente in meglio!

8. A proposito di dischi, fra un anno si festeggieranno i dieci anni di "Vendetta": ci sono sorprese all'orizzonte per noi fan?

Purtroppo abbiamo già perso un'occasione con i 10 anni di "Sotto La Cintura" (anche se ci siamo fatti perdonare con un mega concerto in piazza a Torino l'anno scorso), quindi posso direi senza nessun altro spoiler che ci sarà un regalo per chi mi segue da sempre e sempre senza altri dettagli posso dire che sto giá lavorando a un progetto per il 2018. Perchè "V" è solo l'inizio, solo la punta dell'iceberg.

... e noi non vediamo l'ora di scoprire tutte questo iceberg! Bentornato Ensi - che ringraziamo ancora per questa bella intervista - ormai prontissimo ad uscire con il suo nuovo album ufficiale "V", anticipato proprio oggi dal videoclip ufficiale del singolo "Iconic", prodotto da Dave e Vox P ed uscito in esclusiva per gli amici di Red Bull Italia. Per vederlo cliccate qui!

 

Mattia Manerba
Author: Mattia Manerba
"Pathos, immagini, stile, lessico, rime: le 5 strafottute fonti del sublime" (Guè Pequeno).

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