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Omer - Writing Down

Nuova puntata di Writing Down, il nostro editoriale settimanale sul mondo dei graffiti e della street art.

Per questo appuntamento numero cinquantaquattro abbiamo con noi Omer, al secolo Federico Unia, della TDK Crew.

 

1)Ciao, ci puoi raccontare quando e come hai iniziato l'attività di writer/artista?

La mia formazione artistica è stata sicuramente influenzata dai colori e dagli impatti delle esperienze svolte nel campo del writing,ma quello che faccio su tela è per ora su un altro binario rispetto a quello della strada, ne parlo come due mondi diversi, perchè nella mia esperienza lo sono stati sicuramente.

Mia madre è tuttora un affermata pittrice con una tecnica molto classica e io ho seguito le scuole d'arte da adolescente fino a conclusione del loro ciclo, approfondendo una formazione accademica che la notte veniva messa da parte per dare spazio alla forza ed alla grande carica che vivevo parallelamente con i miei compagni di muri e treni. L'adrenalina è sicuramente diversa dalla tela in studio!

Ho iniziato ad uscire con gli spray di notte giovanissimo, era il 96 e cominciai a firmare Omer i muri che mi chiamavano! Sulle tele non ho acronimi, ma il mio vero nome a diversificare le due strade, proprio perchè vedo le due esperienze diverse sia per stimoli che per significati, ma ambedue molto importanti per la mia attuale formazione artistica. Nel 2007 sono entrato nella Tdk Crew...di cui c'è poco di più da sapere di quanto voi già sicuramente sappiate, con cui ho dipinto a LosAngles e in giro per jam nazionali e internazionali.

 

2)Che significato ha per te il writing? Quali sono gli artisti che più hanno influenzato il tuo modo di dipingere?

Se intendiamo il "writing" nella sua forma più pura, ovvero le lettere e la loro evoluzione penso sia di poco senso la spasmodica ricerca di queste, date le diversità sociali ed urbanistiche formative di questa corrente nei paesi di origine. Vedo il writing ad oggi una forma di moda contaminante verso nuove generazioni inconsapevoli dell'importanza di un segno o di una tag.

Quando da giovanissimi uscivamo in tre sulla vespa 125 del padre di uno dei miei soci, i muri delle periferie erano vecchi ammuffiti e feticci ed esistevano ancora le "piazze" legate al territorio, quindi forse lasciare una tag aveva senso. Ad oggi penso che dopo il passaggio di grandi tecnicisti della spray art sia più consona una ricerca dello spunto personale e di evoluzione della tecnica fino ad arrivare alla creazione di un prodotto del tutto personale ed identificativo del artista in questione.

Non penso quindi che i writers siano artisti, ma solo alcuni di questi...e per ovvie ragioni non faccio nomi

Nel settore del AirBrusch sicuramente ci sono grandi nomi, ma da sempre un occhio di riguardo era rivolto alla TdKCrew e tutti i suoi capisaldi, da cui ho dal 2007 potuto apprendere molto e studiarne i segreti dall'interno, per quanto riguarda l'evoluzione del prodotto artistico sono sicuramente più evidenti le influenze anche accademiche dei più grandi maestri, Michelangelo, Caravaggio, Leonardo , Rubens, la scuola fiamminga, quella barocca, fino ad arrivare ai più recenti maestri, quali Rotella, Banksy,Lichenstain, Warhol ma anche molti altri

 

3)Quale tipo di tecnica utilizzi nella realizzazione dei tuoi lavori?

Su muro ho lavorato quasi sempre a mano libera con gli spray, quasi fosse un allenamento, avendo poi annientato il disegno (inteso come tale ) nelle mie tele,che vedono la parte pittorica svolgersi senza la traccia disegnata ed utilizzando il poster come supporto, cercando di usare questo come simbolo di un mezzo di comunicazione di massa, da cui diversi anche i poster realizzati a mano regalati a muri delle città italiane e non solo, diverse volte sono stati fotografati e parlati nelle più celebri testate giornalistiche italiane ,ma quello che forse più vi ricorderete è il parlatissimo Berlusconi a cavallo, vestito da Napoleone, che tira un carro di "Minnie", attaccato in Porta Romana e fotografato dal Corriere e dalla Repubblica.

Nelle mie tele è presente quasi sempre lo Spray, ma anche l'aerografo e tecniche più fine come la matita o gli oli.

 

4)Come vedi il futuro del writing? Si riuscirà, a tuo parere, a dargli più spazio o dovrà rimanere sempre nei confini dell'"illegalità"?

Male se non si trova una logica coerente nel fare le cose...l'inconsapevolezza con cui le nuove leve si muovono mi fanno sorgere dei dubbi su quello che abbiano capito e anche su quello che "noi" più grandi avremmo dovuto lasciare.

Penso che grandi opere su muro o su palazzi non siano frutto del Writing inteso nel senso etimologico del termine, quindi legato alla lettera, ma di un ossessionata ricerca artistica che si svolge anche sulla strada o solo su questa, ma senza essere essenzialmente Writing.

Non si può neanche sperare di avere spazi dati in mano a presunti artisti che sanno si colorare , ma solo tracciando ormai obsoleti wild-stile, bombing e block ,presenti in tutte le città da ormai oltre 40 anni.Penso che ad oggi  a meritare spazi siano solo tutti quelli che hanno fatto tesoro del pacchetto culturale della strada ( in tutti i suoi frangenti)  e delle esperienze "artistiche" ad essa correlate, e che abbiano creato un loro stile personale o su muro o su tela o su ambedue , superando (non per forza) il disco fisso delle lettere!

 

AnimalWorld Il Pugile Cm120x100 2012

 

AnimalWorldSerie CompletaCm100x280 2012

 

IlCaprone Cm100x70 2012

 

LaSalvezzaDellaCultura Cm115x150 2013 2

 

NapoleoneBuonPartyOmer2011

 

OraDiCena Cm160x130 2012

 

UnCuorePerTe-Cm50x50-TecMis

 

Matteo
Author: Matteo
"è l'Hip Hop che sta ingoiando la mia vita dal di dentro" (Madbuddy)".

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