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Ghali - Album (recensione)

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Dopo aver passato diversi mesi chiuso in studio gomito a gomito con il fedele producer Charlie Charles, finalmente il 26 maggio Ghali ha fatto uscire sia in formato digitale che in copia fisica "Album". Esteticamente la copertina si presenta semplice: uno sfondo nero con il volto dell'artista contornato da tante piccole immagini colorate, chiaramente ispirata al suo idolo Micheal Jackson.

Per quanto riguarda la tracklist, composta di 12 brani, ci immergiamo in un vero e proprio viaggio tra oriente ed occidente, suggerito dai titoli, dai termini e dai suoni scelti per ogni pezzo. Sull'itinerario sono presenti alcuni dei singoli che erano usciti prima del disco, ossia "Ninna Nanna", "Pizza kebab" e "Happy days". Tre tracce, rispettivamente "Habibi", "Lacrime" e "Libertè" sono invece indirizzate ad un pubblico femminile. "Le donne, che sono diventate la mia più grande fonte di ispirazione" come ha scritto lo stesso Ghali all'interno dell'involucro del cd.

Per restare in tema, ovviamente sono presenti ringraziamenti continui anche alla madre Amel, che l'ha cresciuto da sola e che gli ha insegnato a rispettare il gentil sesso. Si prosegue l'ascolto con "Ricchi dentro", "Boulevard" e "Oggi no" che parlano delle differenze tra l'inizio di carriera non proprio dei migliori per il cantante e la difficile ascesa verso il successo. Nel 2012, infatti, Ghali ha debuttato a 19 anni nel rap game con il gruppo Troupe D'Elite, insieme ad Er Nyah, Fonzi e Maite, ma in seguito al loro scioglimento nel 2014 ha intrapreso la carriera da solista. Il passato tuttavia gli è servito e ha contribuito a farlo arrivare fino a dov'è oggi: non a caso, ha deciso di riprendere in "Milano" il ritornello di una delle sue prime canzoni.

Un altro tema molto caro all'artista, che è di origini tunisine ma milanese acquisito, è senza dubbio la lotta al razzismo, il cui manifesto è la canzone "Ora d'aria". Se c'è una cosa davvero bella che ho vissuto in prima persona all'instore di Milano è stata proprio questa: un sacco di persone di colori, etnie, lingue e religioni diverse unite dalla passione comune per la sua musica come in una grande famiglia. Infine "Vida" è un vero e proprio inno alla vita, che il rapper interroga più volte, non sapendo cosa gli riserverà in futuro.

Il primo grande progetto di Ghali è l'esempio lampante del brutto anatroccolo che è diventato un bellissimo cigno. E il pubblico ha recepito benissimo il messaggio, perchè in sole due settimane "Album" è diventato disco d'oro, vendendo più di 25.000 copie. E voi, cosa aspettate a premere play?

 

Giulia Celè
Author: Giulia Celè
"Perché il rap non è musica, è molto di più!" (One Mic)

Ghali - Album (recensione) - 5.0 su 5 basato su 4 reviews

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