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Favourites. Egreen.

egreen_2014

Nicholas Fantini aka Egreen è stato da un po’ di anni a questa parte uno dei personaggi più eclettici e carismatici della scena rap italiana. Fuori dallo stereotipo di colui che rifiuta qualsiasi approccio alla modernità per rispetto della musica, distante da tutti coloro che criticano per eccesso di invidia più che per spirito conservativo. Piuttosto Fantini è un concentrato di rime, cuore e polmoni che si nutrono costantemente di questa cosa meravigliosa che è l’Hip-Hop, fregandosene altamente del resto, facendo tutto sempre a modo suo. Prendere o lasciare. Egreen può vantare una fedelissima ed ampia fanbase che ha sempre avuto modo di apprezzarlo e di supportarlo in tutto ciò che fa, dagli infottatissimi live fino alle folkloristiche proposte di cene, presenza in chiese e consegne a mano elaborate con la campagna di MusicRaiser in occasione dell’uscita di "Beats’n’Hate",  del quale sono stato fiero sostenitore. Ciò che vogliamo proporvi in questo articolo non è però una biografia d’artista, perché per uno come lui ce ne vorrebbero di tempo e di pagine, quanto piuttosto mettere in luce l’aspetto più conscious, più sensibile della sua musica, sviluppato in modo così curato nel corso dei suoi album da ritenerlo uno tra i migliori in assoluto tra coloro che hanno deciso di mettersi a nudo tramite ciò che questa musica offre:  “Il cuore e la fame”, non a caso titolo dell’album che lo ha presentato al grande pubblico. Di seguito vi proponiamo quindi la nostra personale ed intima top 5 di Egreen (anche se ne avremmo voluto aggiungerne tante altre).

1 LACRIME, SUDORE E SANGUE

Partiamo con ordine. Il progetto è ” I Spit Vol.1 (My Solo Bullshit)”, raccolta di inediti e di freestyle privo di featuring cantati dell’Mc di origine colombiane, contenente questa traccia che, oltre a regalare brividi e riflessioni, è massima espressione della sua concezione di rap. Ogni rima edogni concetto sviluppato al suo interno mi ha fatto innamorare di questo pezzo una volta ascoltato.  Con Dj Yoda.

Sto annegando, affondando.. mi trema la palpebra sinistra mentre canto,mi trema la mano destra mentre piango.. e trema tutto mentre benedico un altro impianto.”

 

2  L’UNICA COSA

“Il cuore e la fame” è una perla che ognuno dovrebbe conservare gelosamente nella propria libreria musicale. È difficile e inutile spiegare il perché dell’importanza di questo disco ma forse questa traccia può riuscirci da sola. Un ritratto di tutte le nostre fragilità, degli equilibri precari sui quali costruiamo quella che poi è la nostra vita, senza alcuna giustificazione, senza alcuna scusa. Soltanto noi, soltanto lui e la musica. E la sensibilità di Ghemon ad affiancarlo.

“Spesso non ho dato quanto ho ricevuto, ringraziato quanto dovuto, ascoltato quanto ho potuto, scusato a causa del mio orgoglio fottuto.. a volte mi chiudo, non basta mettere il telefono che squilla in muto.”

3  4 SECONDI

Rimaniamo sempre nel medesimo disco e scorriamo la tracklist sino a questa traccia. Questa è una dedica sentita a tutti coloro i quali si riempiono la bocca di verità sul nostro conto non conoscendo nulla della nostra vita privata. Non importa cosa dicono ma quanto andiamo avanti, sempre a testa alta, sempre per la nostra strada.

Parleranno e parleranno ancora ma sta gente non la senti quando vai a diecimila all’ora, e sento ancora quel macigno in gola.. corro pure da me stesso, non importa, a diecimila all’ora.”

4  26 DICEMBRE

Questa volta il disco è "Beats’n’Hate", l’artista è lo stesso, l’intensità è la stessa, forse è raddoppiata o triplicata. Questa traccia dà vita alle frustrazioni e ai mostri che vivono dentro di noi e nella nostra ombra, nei momenti di buio pesto, quando trovare la via d’uscita è pressoché impossibile. Dove non arriviamo noi, arriva lui con questo brano che deve essere un must non solo per i fan, ma per chiunque dia un certo peso a questa musica.

“Disquisizioni dal sapore amaro, col retrogusto di chi ha giusto un paio di costernazioni al largo e cerca un faro.”

5  IL GRANDE FREDDO

Traccia conclusiva di "Beats’n’Hate" che simboleggia la chiusura di un ciclo, artistico e personale, di Egreen il quale con grande coraggio tira le somme di una vita movimentata, fatta di alti e di bassi, di amicizie e di solitudine, di amore e di odio. Il pezzo forse più rappresentativo del disco e di Nicholas stesso. Bisogna solo ascoltare, altri commenti sono di troppo. Una traccia di uno spessore anormale e non comune.

“Fino a ieri mi guardavo tipo quando cresco,fino a quando ne esco, fino a quando posso,  finchè il corpo regge, finchè è tutto apposto, finchè queste schegge me le levo col sorriso il resto è solo transitorio, anche se è buio pesto.”

 

P.S. Proprio settimana scora ha annunciato la disponibilità in tiratura limitata delle copie fisiche de “Il Cuore e la Fame”.  Se potete, fatevi un regalo.

 

 

Gabriele Correnti
Author: Gabriele Correnti
"...e mi hanno detto 'la vita non è un film', io ho risposto 'parla coi miei dubbi." (Caneda)

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