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Dal vangelo secondo Luchè

luche

La parabola della vita di Luca Imprudente potrebbe tranquillamente essere descritta in sinonimia con le narrazioni raccontate nel vangelo. Non a caso gli argomenti prediletti dell’autore (Luca, ndr) erano l’etica sociale, gli emarginati, le donne e l’oppressione in generale. Parabole di ampia fruizione come quella del figlio prodigo e del buon samaritano che vi si trovano all’interno ricamano perfettamente la figura di Luchè, per ciò che è e per ciò che è stato nel rap italiano. E non vogliamo perder tempo questa volta a giustificare o a dare un senso al suo percorso artistico, quanto piuttosto ad interpretarlo.

Di ciò che hanno rappresentato i Co’Sang per l’Italia ormai credo che ne siamo tutti a conoscenza, di quanta importanza abbia assunto “Chi More Pe' Mme” nelle strade, nei quartieri e nelle vite che popolano lo stivale. Così come è stata già fin troppe volte travisato il punto di vista sulla separazione di quello che, fino a quel momento, era il dualismo artistico di punta del panorama italiano.

Ciò che conta adesso è consapevolizzare chi orbita attorno alla stella del rap italiano di quanto sia fondamentale la figura di Luchè all’interno di questo sistema solare

Con il suo ultimo album “Malammore” qualcosa è cambiato inesorabilmente in questa musica. Specialmente per chi lo ha ascoltato dentro di sé prima che fuori. L’impatto che ha avuto quest’album è stato di quelli che raramente ti capitano, di quelli che ti trasportano fuori dalla realtà settando i parametri di un’altra dimensione. Sicuramente Luchè non è stato il primo a trattare tematiche così difficili in un modo così intenso ma sicuramente è quello che ci è riuscito meglio di chiunque altro.

È passato praticamente un anno dall’uscita del disco e nessuno sembra sia riuscito a raggiungere il suo livello di scrittura nonostante il rap (?) sia sparso a macchia d’olio in Italia raggiungendo praticamente chiunque negli ultimi anni.  E le strade per chi si cimentava in questo percorso restavano sempre e solo due. O il successo o il fallimento, perchè queste sono le regole del mercato. Invece, come ben sappiamo, il tutto ha preso una piega distorta, che si evolve in verticale sì ma dal punto di vista puramente consumistico piuttosto che dal punto di vista qualitativo ed artistico. Il risultato è che chiunque ha ottenuto la sua parte di gloria.

Money Rain

(Artwork by Ferenwski.)

Ma è in questo attimo di confusione, in questo caos calmo dove dischi d’oro e dischi di platino sono ormai diventati consuetudine, che abbiamo la fortuna di scorgere oltre questo orizzonte divenuto ormai così limitato questa figura quasi profetica che è quella di Luchè, che incarna le molteplici sfumature del business man e del liricista attribuendo alle sue spalle il grosso peso di portare con sé i significati dell’arte, questi nobili sconosciuti.

Le liriche che troviamo in "Malammore" sono di quelle che vorremmo fossero insegnate nelle scuole, non tanto per presunzione quanto per necessità. Se è vero che l’istruzione è uno dei punti cardini mancanti tra le instabili fondamenta di questo paese è perché ciò di cui continua a nutrirsi è costituito da un’eterna memoria che mal si sposa con la società attuale. Perché è la via più facile restare indifferenti a tutto questo, immobilizzare il cambiamento, combatterlo addirittura, in un paese dove le uniche necessità da soddisfare sono le proprie e non quelle di tutti.  E non potrei mai permettermi di sognare che questa musica abbia un ruolo di rilevanza primaria nello sviluppo della società così come accade da anni in America. 

Ma se in un paese che sta lentamente perdendo la fiducia in sé ed i mezzi per acquistarla, dove l’istruzione è ormai secolarizzata e le prospettive estremamente limitate si avesse il coraggio di dare voce a chi ha veramente qualcosa da dire, forse si potrebbe continuare a sperare. Perché se noi, ragazzi allo sbando di oggi, alla ricerca di qualche opportunità allettante per fuggire, abbiamo un solo mezzo per farlo, e questo è la musica, sono sicuro che un motivo ci sarà.

Un artista come Luchè è in grado di insegnarti qualcosa sull’amore, sulla vita, o meglio, sul sentimento di essere umani più di quanto riuscirebbe a fare qualsiasi professore universitario frustrato dalla sua vita che ormai sfugge veloce dalle sue mani. Dare spazio a gente che ha fatto della sua vita la sua migliore impresa non farebbe altro che dare una grossa mano d’aiuto a chi alla propria non crede in più, o almeno ci crede poco.

È un invito rivolto a giornali, radio, televisioni e chi più ne ha più ne metta. Testi come quelli che troviamo in Malammore, non tutti s’intende, andrebbero per forza di cose studiati, analizzati e condivisi a partire dalle scuole poiché unica voce ed univoca testimonianza di un mondo che è cambiato e che non tornerà ad essere mai più quello di prima. Bisogna conoscere ciò che è stato per imparare ad essere ciò che si è, e questo, è un processo che deve necessariamente partire dalle nuove generazioni che saranno frutto di questo utopico cambiamento.

“Il Mio Ricordo” potrebbe esser tranquillamente interpretato come una poesia, potrebbe essere tranquillamente inserita tra i testi poetici più belli del XXI secolo.

 

Gabriele Correnti
Author: Gabriele Correnti
"...e mi hanno detto 'la vita non è un film', io ho risposto 'parla coi miei dubbi." (Caneda)

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