
Le feste sono finite, e dopo aver brindato all’anno nuovo, ritorna una delle rubriche più attese, “TOP 5 Beats” dove i vostri producer preferiti ci descrivono le loro 5 strumentali preferite: per cominciare alla grande la nuova stagione, abbiamo incontrato Jack The Smoker, uno degli artisti più stimati nella scena italiana.

"Prodotta da Salaam Remi, producer che non ho mai amato particolarmente, questo beat per me è la quinta essenza del boom bap: un classico break rallentato (“Apache “ degli Incredible Bongo Band), qualche nota di basso e uno stab lanciato ogni tanto..fine! Il rap che ho consumato da pischello mi ha portato ad amare queste soluzioni minimali, campione di poche battute e batterie spaccaossa."

"D.I.T.C baby! Questa crew incredibile che negli anni ’90 ha riempito le nostre orecchie di classici aveva un roster di produttori incredibile: Diamond D, spesso Premo, Showbiz, Buckwild e appunto Lord Finesse…anche qui, un mega sample e delle batterie di marmo e il gioco è fatto.. atmosfera incredibile, tutto il disco ( il nome è sempre “Jewelz”) è una sequenza di beats perla uno dopo l’altro, immancabile."

"In realtà ne ho presa una random dell’album "The Self Science" del 2001. Mi era arrivato in mano per caso questo disco, è stata la prima occasione in cui ho avuto modo di conoscere le produzioni di DJ Khalil, che nel corso degli anni sarebbe diventato il mio produttore preferito. Tutti i beats del disco sono incredibili, fin da subito Dj Khalil ha unito i campioni ad una serie di strumenti come organetti Hammond, piani Rhodes, chitarre acustiche ed elettriche e batterie registrate dal vivo.. In questo beat il nostro eroe dà sfoggio di cosa vuol dire essere un produttore-arrangiatore, basta sentire i cambi che entrano durante la canzone e le evoluzioni del giro del basso nel corso del pezzo; in più per esagerare a fine canzone ci regala un mini skit strumentale perla (molto frequente la presenza di un altro beat a fine traccia in questo classico)."

"Bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare! Anche se il buon Gay fish ha contribuito a rovinare qualche ora della mia vita con alcuni dei suoi lavori, è sicuramente da ricordare per produzioni storiche, come quelle su Blueprint e sui lavori di Beanie Sigel. Scelgo questo beat anche perché volevo mettere qualcosa di The Documentary di The Game, per me uno degli ultimi album “classici” usciti ad oggi a livello di produzioni. Veniamo al beat: mega campione pitchato e ultratagliato di Jerry Butler – No money Down, con su qualche string e i bonghetti in 32esimi, molto usati da Kanye West in quel periodo, che in più realizza il sogno di ogni rapper ed imposta un taglio di frasi che regala a Game un argomento già pronto.. "

"Non poteva mancare A-A-Alchemist! Come non poteva mancare un beat a caso su cui ha rappato Prodigy… anche qui, avrei voluto mettere Survival Of The Fittest o qualche altro classico dei Mobb e mi sembra di fare un torto ad Havoc..ad ogni modo, questo è in tutto e per tutto il classico beat di Alchemist : batterie con mille rullanti in controtempo e cassa solo ad inizio battuta, vocine messe sotto a fare “pasta”, sample pescato in un qualche disco europeo, uno dei pozzi infiniti di samples a cui tutti noi attingiamo (in questo caso dai francesi Step Ahead) atmosfera cruda su cui il buon P fa i numeri ( non è questa la sede, ma le barre di Prodigy sono di un’ignoranza commovente) . Cambi dentro il beat mai ovviamente!!"
P.S.: In più una breve menzione che mi dovete permettere sennò impazzisco ad altre tre bombe che ho lasciato fuori perché non fanno parte, alcune più alcune meno, del mio periodo e non me le sono gustate appieno e per questo motivo ho dovuto tenere a malincuore fuori ma che vorrei citare: “Caramel City” Di Pete Rock & Cl Smooth, “Straight Outta Compton” degli N.W.A. e “Beats to the Rhyme” dei Run Dmc.
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