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  • Categoria: Recensioni
  • Scritto da Gianluca

Microspasmi - Come 11 Secondi (recensione)

Mircospasmi_11_secondi

Valutazione attuale: 5 / 5

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2005. Ben ad undici anni fa, nel momento forse immediatamente successivo al “grande buio” dell’hiphop italiano (anche se su questa citazione passerei molto volentieri oltre), risale “16 punti di sutura”, terzo ed ultimo album del duo Microspasmi, composto dal rapper Medda e dal produttore Goedi. Ho ricordi ben precisi di quell’album, nonostante fossero quelli i primissimi approcci con il mondo del rap; rimasi folgorato dalla copertina del disco (quella in cui Goedi porta a spasso la testa di Medda) e forse fu proprio quello il motivo principale che mi spinse ad ascoltare quel disco (e, in generale, ad ascoltare il rap). Inutile parlare poi di “Non sei una figa”, il pezzo con Fabri Fibra che divenne un vero e proprio inno per la mia generazione. Dopo quel disco inaspettatamente arrivò la fine di questo progetto: vengono meno le motivazioni originali, e continuare a fare musica in quel modo ha poco senso. Mentre Medda continua a fare progetti più legati al mondo hip hop ( “Voce del verbo essere” rimane una perla), Goedi decide di prendere una via traversa all’hip hop. Il produttore milanese infatti sceglie di esplorare tendenze più elettroniche, seguendo parzialmente la via già intrapresa con l’ultimo album; proprio da questi tentativi deriva la fondazione della “CT-HI Records”, etichetta più orientata verso sonorità elettro/funk. Poi, all’improvviso, in un freddo pomeriggio di Febbraio, arriva una notizia di cui da tempo si coglievano diversi segnali: Medda e Goedi riformano i Microspasmi! La novità più importante è la produzione del loro quarto disco da parte della Unlimited Struggle Recordings, etichetta sempre più protagonista e leader nel mondo underground. Un grandissimo colpo per Stokka e gli altri puntare sul duo milanese in ritorno sulla scena, chiaramente prendendosi tutti i rischi del caso. Il disco prende il nome di “Come 11 secondi”, ed è in uscita il 20 Maggio. Andiamo a scoprire assieme come si è rivelato questo grandissimo ritorno sulla scena!

“Mettiamo lacrime e sangue dentro i nostri bicchieri, buttiamo giù in un sorso solo sti calici pieni / brindiamo, brindiamo forte, fuori tutti i pensieri! Come ti aspetti che siamo ancora quelli di ieri?”

Il disco inizia con “Tutta la verità”, pezzo manifesto del ritorno dei Microspasmi. Nonostante il tempo trascorso, nonostante le evoluzioni il duo riesce a mantenere intatto il concept del precedente lavoro. Riscontriamo diverse modalità di suoni, ma la fotta e l’amore per questa roba rimangono palesemente identiche ad undici anni fa. “Come 11 secondi”.

“Siamo in un universo parallelo, l’orizzonte visto da un aereo / La tele resta spenta, e ciao! Ti salutiamo mondo intero”

Hip hop come alienazione dalla realtà, come mezzo per superare le difficoltà e ricominciare a volare, anche se “Nell’occhio del ciclone”. Forse questo è il messaggio più bello che traspare dal disco, fare le proprie cose e farle in un certo modo mettendo da parte il mondo che ci circonda. Cosa c’è di più importante?

“Non ci chiedere ancora perché lo facciamo, non ci chiedere ancora di non guardare lontano / c’è gente che urla forte, ma dopo rappa piano, non capisci questo tempo? Te lo disegniamo!”

Nel frame del forte urlatore che non va a tempo sui quattro quarti vi è la geniale spiegazione del nostro tempo. C’è ben poca sostanza dietro ogni cosa, ed è più semplice ascoltare due parole urlate al vento piuttosto che assorbire la calma di un discorso veritiero. E il rap non si aliena da questo mondo, anzi probabilmente da vita allo spaccato più reale di questo universo deviato.

Per quanto riguarda le produzioni, queste sono state interamente curate dalle mani esperte di Goedi. Si notano a vista d’occhio le esperienze fatte in questi undici anni, e la fusione operata tra hiphop/elettronica/funk ha portato a risultati strabilianti. Viene creata un’atmosfera praticamente perfetta su cui il flow pungente di Medda riesce ad ambientarsi in modo meraviglioso.

Sul fronte featuring troviamo il fenomenale Egreen e le sue proverbiali bestemmie, Ensi e Jack The Smoker (forse le due facce più “pure” dell’hiphop nostrano), il rap futuristico di Dargen D’Amico (che casca a meraviglia in un album del genere) and last but not least quella leggenda assoluta della cultura hip hop italiana da tutti conosciuta come Lord Bean.

In definitiva, credo che questo sia uno dei pochissimi casi in cui una reunion non fa rimpiangere il lavoro precedente, anzi. Con “Come 11 secondi” Medda e Goedi mettono da parte la nostalgia per i tempi andati, lasciandosi andare a sonorità nuove pur restando “gli stessi di ieri”. Ascoltando il disco sembra come se questi undici anni non fossero mai passati, “Come 11 secondi” per l’appunto, e credo che questo sia il più grande risultato a cui ambissero i due rapper lombardi (di origine isolana/meridionale). In assoluto questo sia l’album che in assoluto più ho gradito in questa prima metà del duemilasedici, perché contiene tutto quello che un disco dei nostri giorni dovrebbe avere, mantenendo però saldi il cuore e la fotta dei bei tempi andati.

 

Gianluca
Author: Gianluca
"Money never made me, money never played me!" (M.O.P).

Microspasmi - Come 11 Secondi (recensione) - 5.0 su 5 basato su 3 reviews

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