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Grazie Primo, ci trovi Qua Dentro

PRIMO

È ormai passato un anno, da quando non a caso, il primo giorno del primo mese dell’anno, il Primero non è più tra noi. Ricordo che è stata un giornata particolare, lo è stato per chi amava la sua musica, lo è stato anche per chi lo aveva soltanto sentito nominare. Ha scosso le fondamenta di quelle sottili maschere che nascondiamo a noi stessi ma che confessiamo alla musica.

Questo 2016 è stato importante per il rap italiano, è cresciuto, gli è stata data una nuova impronta, ha affrontato diatribe ma anche vissuto momenti di cui andare fiero. E non so se sia una sensazione comune ma così come è iniziato nel suo ricordo, quest’anno è giusto concluderlo allo stesso modo, come fosse la chiusura di un ciclo, che come la primavera, come la vita, è sempre pronto a iniziare, anzi, è ovvio che ricominci. Sicuramente si darà spazio alle chiacchiere, perché in molti diranno “Sì, va bene, ma se fosse ancora qui neanche ne parlereste.

Ma non è così. Per chi questa musica, che poi non è musica ma è molto di più, ce l’ha cucita addosso, come un legame di sangue, come un tatuaggio, questo è stato l’anno dove Primo è stato più che vivo dentro di noi. Ricordo che subito Don Diegoh postò su Facebook il brano “Qua Dentro” di Primo e Squarta contenuto in “Leggenda”.  Ricordava di trovare forza in quel brano magico attraverso le cuffie, quando così per caso, se lo ritrova davanti ad una fermata del tram e gli dice “Ti sto ascoltando”. Primo era lì per motivi strettamente personali, dove la musica a volte non deve entrare, eppure risponde con un sorriso “Sono contento, se ti fa star bene, se ti serve”. E che nessuno capisca quel che vuole, non stiamo ritraendo un angelo al posto di Primo, stiamo parlando semplicemente di una persona con un cuore grande così, che ogni cosa che aveva, che sapeva “l’ha ceduta al rap”.

Coi suoi pezzi ci ha lasciato un testamento, che dopo la sua scomparsa, avrà modo di esser testimone per sempre. Testimone del valore di questa musica, di chi la fa, di chi l’ascolta. Primo ha dovuto combattere il brutto male, ha reagito in modo spontaneo, non si è curato di dover rispettare i suoi doveri da personaggio pubblico perché a Primo non fregava un cazzo di cosa pensano gli altri. Primo ha deciso di mandare al diavolo chi gli chiedeva dove fosse sparito, ha deciso di prendere con sé il suo cuore, dei bagagli e di andar via, senza sapere se ci sarebbe mai stato un ritorno. Dove il gossip o le voci non possono arrivare, ci ha pensato ancora una volta la musica. La strofa di Primo ne “La stessa pelle” con EasyOne è l’ultimo regalo che ci vuol fare, è il suo rapporto di una vita con la musica in una strofa da brividi che non postiamo, ma consigliamo di andare ad ascoltare insieme al video che la accompagna, non aggiungiamo altro.

Infine, questa notte, proprio allo scoccare del nuovo anno, delle nuove prospettive, delle nuove vite è stato pubblicato il video-tributo a Primo realizzato in occasione del mega concerto organizzato per lui all’Atlantico di Roma. Anche questa sera tra champagne, amici, familiari e sbronze Primo avrà il posto che gli spetta, dentro questo mondo e dentro questa musica. 

“Le sere che le poste in palio sono un po’ più alte io non c’ho la stessa pelle delle vostre bandiere bianche.”

 

Gabriele Correnti
Author: Gabriele Correnti
"...e mi hanno detto 'la vita non è un film', io ho risposto 'parla coi miei dubbi." (Caneda)

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