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Game of Thrones

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Così come nella popolarissima serie che molti di voi conosceranno, anche nel rap game oltreoceano è in corso in questo momento, tra un caldo torrido ed un insulto a Trump, la corsa alle armi per la conquista del trono, metaforicamente parlando si intende (o forse no). L’arsenale a disposizione, così come le sconfinate strategie di attacco, non mancano di certo e potrebbero portare ad un facile disorientamento il pubblico pagante finendo col schierarsi dalla parte del solito conosciuto, che sia a livello di numeri o di talento poco importa. In questo 2017 di fuoco i protagonisti a trecentosessanta gradi  portano senza dubbio il nome di Kendrick Lamar e Drake. I due, oltre ad essere ormai king affermati nella scena, hanno il merito di aver portato la propria musica oltre confine conquistando una vasta fascia di pubblico che poco ha a che fare con l’America ed i suoi folli dilemmi. Lo confermano i numeri, il resto parla da sé. More Life e Damn sono album di indubbia qualità destinati a raggiungere chiunque. D’altra parte però c’è chiaramente il fenomeno travolgente della trap che non ha lasciato indifferenti gli altri artisti dando loro la possibilità di giocarsi carte importanti. E’ il caso ad esempio dei Migos, al centro dell’attenzione per il loro cult “Culture”, scusate il gioco di parole, o dei vari emergenti che brilleranno presto di luce propria come il discutibile Xxtenctation o l’hitmaker del momento,  Lil Uzi Vert. Senza contare stelle ormai consacrate come il Travis Scott di turno, che comunque aspettiamo con ansia per un giro al luna park nel suo attesissimo Astroworld. Giugno a tal proposito, è quindi un mese caldissimo di uscite, ed oggi sono usciti tre, a mio parere, preziosissimi progetti da tenere d’occhio da qui in avanti.

Il primo, sia per il personaggio che per una buona dose di gusto personale,  è senza dubbio “Pretty Girls Like Trap Music” di 2 Chainz. Già dal titolo possiamo notare come il suo intento sia quello di coinvolgere a livello mediatico e privato il pubblico in modo originale ed efficace. E’ vero, alle belle ragazze la trap va più che a genio ma c’è anche da dire che, distinguendosi da molti suoi colleghi, 2 Chainz non ha puntato esclusivamente sulla musica bensì su una strategia di marketing da applausi grazie alle quali ci ha trasportato, in questi mesi d’attesa, dentro delle vere e proprie Pink House a tema, dove party privati e Vip si riunivano per aumentare l’hype della release e dentro le sue colorite interviste, il tutto mediato da una presenza scenica da numero uno. Il disco dentro contiene tanti featuring importanti, così come delle produzioni elegantissime e di prima qualità che calamiteranno senza dubbio l’attenzione dei fan e delle certificazioni. A questo va aggiunto un merchandise veramente top, che attirerà molti palati fini in fissa col rap americano. Dalle visiere a becco alle hoodie, ce n’è per tutti. Che roba figa.

Il secondo progetto, per interesse personale misto a curiosità, è quello legato al ritorno di Young Thug con il suo “Easy Breezy Beautiful Thugger Girls”. Il progetto ha avuto un’ampia risonanza per più motivi. In primis la caratura del personaggio. Sappiamo bene che Young Thug è diventato recentemente il personaggio mainstream per eccellenza, simbolo di questa nuova tendenza musicale ma non solo. E’ anche nello stile di vita esoso che Young Thug viene considerato un status symbol, che vi piaccia o no. Il suo particolare feeling che lo lega, come lui ha inoltre più volte espresso, a Lil Wayne, lo ha portato ad una personale rivisitazione artistica che già dalla cover dell’album intuiamo subito. Molto simile al poco fortunato seppur disco d’oro “Rebirth” di Wayne, caratterizzato da una inversione di tendenza verso sonorità più rock. Non è comunque il caso di E.B.B.T.G nonostante si diriga maggiormente verso sonorità melodiche più curate ed accessibili. La presenza (presunta) di Drake come produttore esecutivo dell’intero progetto ne è la prova.

Infine, troviamo l’outsider della situazione che a molti di voi probabilmente risulterà sconosciuto ma che vale la pena recuperare dentro le vostre playlist. Stiamo parlando di Joyner Lucas, il quale esce a distanza di due anni col suo secondo progetto ufficiale. Tecnicamente il primo, dato la totale anonimia nella quale versava due anni fa. Il disco in questione è intitolato con un criptico “508-507-2209” che non sappiamo con esattezza cosa rappresenti. Ma una cosa è certa, al contrario dei due dischi sopracitati questo non ne possiede nessuna presunzione e/o ambizione. L’unica è quello di far parlare la musica per sé ed è giusto che sia così. Ho scoperto questo talentuosissimo ragazzo con un remix di “Mask Off” che farebbe impallidire il più tecnico dei rapper. L’intero progetto è curato da Bo1-da, produttore di fiducia di Drake e non solo. Lucas ha tutte le carte in regola per far parlare tanto di sé nei prossimi mesi.

 

 

Gabriele Correnti
Author: Gabriele Correnti
"...e mi hanno detto 'la vita non è un film', io ho risposto 'parla coi miei dubbi." (Caneda)