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  • Categoria: Eyes On The Game
  • Scritto da Matteo Da Fermo

Abbiamo ascoltato in anteprima Mezzanotte, il nuovo album di Ghemon

Ghemon_OttavioFantin

Lunedì siamo stati invitati dalla Macro Beats negli uffici della Red Bull a Milano per la listening session di "Mezzanotte", il nuovo disco di Ghemon in uscita il 22 settembre per l'etichetta di Macro Marco in collaborazione con A1 Entertaiment. Ad essere sinceri, prima di iniziare l'ascolto, eravamo un po' preoccupati: non sapevamo cosa aspettarci.

Nel bene e nel male la musica di Ghemon - oltre ad accompagnare la vita di molti di noi - ha creato degli importanti precedenti, nel corso degli anni il rapper campano ha avuto il coraggio di affacciarsi in campi poco esplorati per il rap e non solo, liricamente e musicalmente. In una tale situazione, quando si osa, non è difficile "strafare" e dare vita a forzature, figlie del denaro o dell'eccessiva stima dei propri mezzi.  Per fortuna Ghemon non è mai caduto in queste "trappole", però considerato che "di doman non c'è certezza", non potevamo sapere cosa avesse combinato il buon Gianluca nel disco; non amiamo gli spoiler, ergo non ne faremo, però di certo possiamo darvi le nostre impressioni e possiamo dirvi che sono state più che positive.

Innanzitutto "Mezzanotte" è un disco maturo: "Orchidee" per quanto bello fosse, in alcuni tratti peccava di acerbità, in quanto era il primo disco interamente suonato e prevalentemente cantato dell'artista avellinese. Dopo due anni di lavoro per "Mezzanotte", Ghemon ha acquisito una sicurezza ed una padronanza della voce notevole ma soprattutto si è cimentato nella scrittura delle musiche e ciò non ha potuto che favorire una maggiore omogeneità del lavoro. Sicuramente poi, il maestro Tommaso Colliva (produttore del disco) ci ha messo del suo per perfezionare il tutto.

Come facilmente immaginabile anche dall'estratto "Un Temporale", il disco è quasi interamente cantato, ma esattamente come nell'album di due anni fa, il rap non è completamente assente, potremmo dire che è presente in diverse sfumature dei brani. Come si può vedere dal pre order su Spotify, non ci sono featuring: Ghemon ha voluto creare un qualcosa di esclusivamente suo, almeno nei testi.

Musicalmente, come dicevamo, oltre ad una maggiore padronanza della voce da parte dell'artista, vi è stato indubbiamente un lavoro diverso rispetto "Orchidee", cercando di abbracciare più generi musicali, anche nell'ottica delle esibizioni live. Per quanto riguarda i testi c'è poco da dire, è semplicemente Ghemon, uno degli autori più profondi dello stivale, tuttavia in alcuni tratti si nota qualche forzatura, ma è solamente il nostro punto di vista.

Quello che ci sentiamo maggiormente di sottolineare è il concept del lavoro: dopo qualche ascolto si comincia a intercettare la "doppia faccia" di questo LP, come si può immaginare dal titolo; i brani in tutta la loro interezza possono essere divisi in due mood, esattamente come il giorno e la notte o come il bianco ed il nero.

Ricordandovi che è stato pubblicato il calendario degli instore e sperando di aver acceso la vostra curiosità, vi facciamo riascoltare "Un Temporale".




 

 

Matteo Da Fermo
Author: Matteo Da Fermo
"Quando ancora c'era qualcosa che avesse un senso non pensavamo ad entrarti da dietro noi pensavamo ad entrarti dentro" (Bassi Maestro).

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